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Cattedrale di Anagni

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LA CATTEDRALE DI SANTA MARIA ANNUNZIATA IN ANAGNI

www.anagnicattedrale.org

La storia conservativa

di Mons. Angelo Ricci


Un filo rosso sembra tessuto nella trama di tutta la storia anagnina: attraverso i secoli, infatti, la città ha sempre mantenuto una inequivocabile preminenza religiosa.
Città sacra della confederazione ernica in età preromana, ancora sotto l'impero, al tempo di Marco Aurelio, conservava preziosi libri sacri, era piena di edicole e contava undici templi pagani.
Tra questi, il più importante era quello sito sull'acropoli, dedicato alla dea Cerere. L'eco della definizione dogmatica "Maria Gran Madre di Dio" del concilio di Efeso (431) spinse a trasformarlo in chiesa sotto il titolo di Santa Maria Annunziata, poi riedificata sopra quello nel IX sec. d.C.
Il vescovo Pietro dei Principi di Salerno (1062) la trovò fatiscente (
collapsam) e si accinse, da buon monaco benedettino e pupillo del cardinale Ildebrando di Soana (papa Gregorio VII), a costruirne un'altra di tipo basilicale, secondo lo stile del tempo, unione di longobardo, romanico e gotico antico. Si ispirò alla chiesa costruita a Montecassino dal benedettino vescovo Desiderio e ne copiò persino le dimensioni. Il disegno in pianta gli fu indicato in sogno dal patrono di Anagni, San Magno, che lo segnava a terra con la punta del suo pastorale.
Nel XIII sec. Anagni divenne la "città dei Papi" con la nomina di Innocenzo III, Gregorio IX, Alessandro IV e Bonifacio VIII. Durante questo periodo, comunemente chiamato "secolo d'oro", la fabbrica di Pietro fu arricchita da opere preziose: i Cosmati eseguirono i pavimenti in mosaico della basilica superiore e della Cripta, si rinnovarono gli altari maggiori, furono realizzati dal Vassalletto la sedia episcopale, il ciborio, la colonnina tortile che sorregge il cero pasquale, la "chiusa delle transenne", il coro con due amboni ed almeno una delle due grandi pile dell'acqua santa. Fu concluso lo straordinario ciclo pittorico della basilica inferiore e nel 1294 fu realizzata la Cappella Caetani, dove trovarono sepoltura Pietro, vescovo di Todi e zio di Bonifacio VIII, Roffredo e Giacomo Caetani.
Al XIV sec. risalgono l'edicola posta sul lato esterno della nave del Sacramento, contenente la statua del suddetto pontefice, e l'affresco di scuola senese oggi posto nell'edicola a sinistra della facciata orientale, raffigurante la Madonna con accanto Santa Caterina d'Alessandria.
Dagli inizi del XVII sec. intervennero profondi cambiamenti, dapprima per iniziativa del vescovo Seneca (+ 1627), che costruì una volta a botte nella navata centrale, contrastandone la spinta con l'innalzamento di contrafforti laterali, abbattè le transenne dell'altare maggiore e l'annesso coro, distrusse irrimediabilmente le antiche pitture murali, ed eresse la Cappella Raoli, dove infine trovò sepoltura. Nello stesso secolo l'Oratorio di San Tommaso Becket fu trasformato in cimitero e nell'abside maggiore della basilica superiore fu affrescata una gloria di tutti i Santi.
Nel XVIII sec. furono murati gli emicicli delle absidi laterali; il vescovo Bassi fece restaurare il criptoportico con i relativi affreschi e prolungò la scala cordonata all'esterno dell'abside maggiore. Furono in questo tempo rinnovati i vari altari e costruita la Cappella del Crocefisso; il vescovo Monti dotò poi la Cattedrale di un organo con la relativa cantoria e di una gran pulpito barocco di noce intarsiato.
Nella prima metà del XIX sec. fu demolito senza ragione lo scalone che saliva da Piazza Innocenzo III verso la porta matrona. Cominciarono in seguito tutti gli interventi di recupero degli
spazi originari e di restauro stilistico.
Nel 1905-1906 venne ricostruita la balaustra del presbiterio. Nel 1938-1940 venne distrutta la volta senecana e furono riaperte le finestre; si eliminarono gli stucchi a finto marmo e, con la pulitura delle pareti, furono eseguite delle decorazioni a finta pietra ad imitazione di quelle rinvenute nella Cappella del Salvatore. Durante il medesimo restauro fu ricostruito il timpano della facciata e nel 1944-1945 furono abbattuti i contrafforti del campanile.
Dal 1976 ad oggi infine è proseguita incessante l'attività di conservazione e restauro, concretamente sviluppata negli anni '90 e 2000 grazie alla collaborazione dell'Istitito Superiore per la Conservazione e il Restauro e del Ministero per i Beni Culturali, con il sostegno economico di BancAnagni e dell'8x1000 alla Chiesa Cattolica.
Ad oggi l'impegno del Capitolo della Cattedrale è quello di programmare la manutenzione ordinaria per tutti gli ambienti recuperati, continuando al contempo l'opera di tutela e restauro dei prospetti e degli spazi esterni, con l'obbiettivo di rendere al pubblico dei visitatori e all'assemblea orante una
fabbrica che rivive. [Estratto da Bollettino d'arte, 2006, pp. 297-302]





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